2 aprile: Giornata mondiale dell’Autismo

di Sabatino Grasso

Si celebra oggi, lunedì 2 aprile, in tutto il mondo la Giornata dell’autismo, promossa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica e la comunitĂ  scientifica sulla sindrome che colpisce oltre 10 bambini su 10 mila, che salgono a 40 su 10 mila considerando nel loro complesso tutti i cosiddetti disturbi dello spettro autistico (dati diffusi in gennaio dall’Istituto Superiore di SanitĂ , in occasione del lancio delle nuove linee guida). In Italia sono circa 400.000 gli autistici, molti dei quali bambini. Oggi, peraltro, è un’occasione per parlare di questa condizione di vita che coinvolge un grande numero di famiglie. In tutte le cittĂ , oltre a convegni e iniziative, un monumento verrĂ  illuminato di blu. Si è presa coscienza delle specificitĂ  dell’autismo solo di recente. Infatti fino a dieci, vent’anni fa la malattia era riconducibile alla psichiatria o negli spazi dedicati alla disabilitĂ  differenziata. In realtĂ  lo spettro dell’autismo va da un estremo all’altro. Ci sono malati che riescono a condurre una vita normale e altri molti gravi. Ancora, contro questa malattia, che stando a un’indagine pubblicata sul Washington Post negli Usa arriva a colpire addirittura un bimbo su 88, con una prevalenza cresciuta di quasi l’80% negli ultimi 10 anni, la ricerca italiana è impegnata a studiare una cura che ancora manca. I disturbi dello spettro autistico comprendono un gruppo eterogeneo di disordini neurologici principalmente di origine genetica, caratterizzati da alterate interazioni sociali, deficit di comunicazione verbale e non verbale, limitato interesse per il mondo circostante, comportamenti stereotipati e ripetitivi. L’autismo, dunque, è una patologia complessa – sottolineano gli studiosi – che coinvolge una delle componenti fondamentali della vita umana: la cognizione sociale. Fino a che punto e in che maniera queste funzioni siano compromesse è ancora da chiarire: spesso pregiudizi e ignoranza ostruiscono la possibilitĂ  di comprendere a fondo un mondo che consideriamo molto diverso dal nostro. Per esempio, gli scienziati studiando attraverso i metodi di neuroimmagine le capacitĂ  empatiche hanno capito come persone affette da autismo siano in grado di provare forti emozioni in risposta al dolore di una persona a loro vicina, anche senza un mutamento osservabile del comportamento. Ebbene, tutto questo dovrĂ  far riflettere sull’importanza di utilizzare nuovi metodi di indagine e di attenzione al fine di avvicinarsi sempre di piĂą alla soluzione di quello che la psicologa tedesca dell’etĂ  evolutiva Uta Frith ha definito “spiegazione di un enigma“.

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