Il nostro punto di vista sull’accoglienza ai migranti

di Cooperativa Sociale Iskra

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Il Papa parla apertamente di “Terza Guerra Mondiale”. Una guerra caratterizzata da atrocitĂ  tali, che sta causando migrazioni di massa dai Paesi africani o mediorientali verso la Turchia, il Libano, l’Europa. Milioni di persone che fuggono dai loro paesi in guerra, ma che prima di prendere il mare finiscono in mano ai terroristi. Assassini, come li ha definiti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi siamo testimoni di una catastrofe umanitaria alla quale bisogna rispondere compatibilmente con le esigenze dei nostri territori. La Cooperativa Iskra in merito all’accoglienza dei migranti propone un modello basato sulla sostenibilitĂ  e la reciprocitĂ , auspicando la formula della giusta accoglienza che si esplica sulla base di quattro punti. In primo luogo va ribadita la formula della sostenibilitĂ . Se vogliamo favorire una buona accoglienza verso chi arriva, da una parte vanno garantiti ospitalitĂ  e servizi, dall’altra vanno tutelati i cittadini nei territori che accolgono i migranti, al fine di evitare tensioni e paure e perchĂ© sia possibile una fattiva interazione tra le diverse comunitĂ . C’è quindi bisogno di promuovere l’accoglienza muovendosi di concerto con la comunitĂ  ospitante e con le amministrazioni locali, promuovendo comunitĂ  accoglienti e fissando un limite all’accoglienza sulla base della popolazione residente. La seconda questione è relativa al modello d’accoglienza. Auspichiamo che si faccia accoglienza attraverso piccole strutture, distribuite adeguatamente sul territorio. Gruppi limitati di immigrati, affidati alla gestione del terzo settore e con un ruolo di riferimento e coordinamento tenuto dai Sindaci dei Comuni interessati. Strutture che rispettino i bisogni e le esigenze degli migranti e che si coniughino adeguatamente con i tempi e le abitudini delle comunitĂ  ospitanti. Un altro punto nodale è relativo alla reciprocitĂ . Una volta accolti, anche i migranti devono fare la loro parte. Non esiste una buona accoglienza e una integrazione adeguata se non c’è anche un impegno da parte di chi viene accolto a restituire alla comunitĂ  che accoglie un servizio di utilitĂ  pubblica. Tale attivitĂ  dovrĂ  tenersi, senza remunerazione, ed è compito degli organismi del terzo settore individuare le modalitĂ  concrete di svolgimento, di intesa con gli amministratori locali. Stop alle emergenze replicanti. Ultimo punto è relativo alle formule di affidamento dei servizi di accoglienza da parte delle Prefetture. Esprimiamo la nostra totale contrarietĂ  alla formula degli appalti, gare e affidamenti gestiti dalle prefetture sulla base delle emergenze e dei grossi numeri. Così facendo spesso si favoriscono imprenditori o soggetti privati che improvvisano, senza alcuna azione collaborativa con le amministrazioni locali, accoglienze di rilevanti numeri di ospiti stipati in alberghi o grossi edifici. Queste formule risolvono le emergenze prefettizie ma rischiano di non rispettare la dignitĂ  ed i diritti dei migranti e di sconvolgere gli equilibri delle comunitĂ  locali moltiplicando le emergenze.

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