Il Welfare che non c’√®

di Sabatino Grasso

In Italia, fra tagli e carenze strutturali, le famiglie sono sempre pi√Ļ sole e abbandonate. Il Welfare nostrano √® in una situazione drammatica tanto da aver generato una nuova consapevolezza soprattutto in quelle famiglie dove sono presenti persone con ridotta autonomia (anziani, persone con disabilit√†, bambini piccoli) o in quelle famiglie che vivono condizioni di povert√†. I numeri sono poderosamente drammatici e, qualora ce ne fosse bisogno, stanno ad indicare il declino del nostro Welfare. Sono il 20% le famiglie di bambini ammessi all’asilo nido che rinunciano, perch√® non sono in grado di pagare la retta. E’ un fenomeno crescente, in particolare al Centro-Nord, nei Servizi alla prima infanzia cos√¨ come nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti. Ad esempio, se fino a qualche tempo fa la disponibilit√† di posti in nidi e strutture per anziani era inadeguata, ora si evidenzia il problema opposto: non si riescono a riempire i servizi. Il 4,1% delle persone con almeno 65 che ricevono l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Si tratta del principale servizio a casa per la non autosufficienza. Mentre, come indicano le ricerche italiane, sarebbe indispensabile il suo rafforzamento in numerose regioni. Un fenomeno simile sta toccando anche altri servizi domiciliari in tutta Italia, a iniziare da quelli rivolti alle persone con disabilit√†. Detto in estrema sintesi, i Servizi Domiciliari nel territorio nazionale registrano una riduzione allarmante. Ancora, zero sono i diritti ai Servizi di Welfare Sociale garantiti nel nostro Bel Paese. Le persone malate hanno diritto all’assistenza sanitaria e quelle in et√† scolare all’istruzione; lo Stato in entrambi i casi √® obbligato per legge ad assicurare ai cittadini una risposta, seppure di variabile qualit√† nei diversi contesti. In realt√†, anziani non autosufficienti, persone con disabilit√†, famiglie indigenti non hanno diritto a una risposta da parte dei Servizi Pubblici. Ancora, secondo i dati Eurostat, √® -75% la distanza tra la spesa pubblica media contro la povert√† dell’Europa a 15 (0,4% del PIL) e quella italiana (0,1%). Ad esempio, se guardiamo i Servizi per gli anziani, altra impellente urgenza, nei residenziali il divario √® -39% e cifre di questo livello potrebbero continuare. Sono soltanto 199 milioni di euro che (a legislazione vigente) lo Stato stanzier√† per i Fondi delle Politiche Sociali nel 2014. Quest’anno i Fondi ammontano a 766 milioni di euro ed erano, nel 2008, 2.526 milioni. Questo sta a indicare una decisa riduzione del 92% tra il 2008 e il 2014. Sono 2 i Paesi dell’Europa a 15 a non aver realizzato alcuna delle riforme nazionali sul Welfare Sociale: si tratta di Italia e Grecia, unici Paesi rimasti fermi su non autosufficienza, piano nidi e povert√†, nodi che invece hanno impegnato altri Paesi sin dalla met√† degli anni ’90, con l’unico obiettivo di irrobustire il Welfare Sociale grazie all’introduzione di diritti e di adeguati modelli di funzionamento.

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