Minori, in aumento le vittime di reati in Italia: l’80% sono bambine

di Sabatino Grasso

Ogni giorno vi sono in media sei notizie su abusi e maltrattamenti subiti da bambine e ragazze in Italia. E’ il dato più significativo e rilevante che emerge dal dossier “Indifesa” sulla condizione delle minorenni italiane messo a punto dall’agenzia Ansa, insieme a Terre des Hommes, in occasione della I Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze indetta dall’Onu per oggi 11 ottobre e presentato ieri alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il dossier, realizzato su materiale tratto dall’archivio dell’agenzia, prende in esame la cronaca di 18 mesi (da gennaio 2011 a giugno 2012). In questo periodo sono state trasmesse oltre 130mila notizie di cronaca; i casi di abusi e maltrattamenti che hanno interessato bambine e ragazze sono state 3.196, appunto circa 6 al giorno. Inoltre, si sono registrati 804 casi di pedofilia e adescamento online, sempre in “rosa“, seguiti da fatti di violenze familiari, abbandoni, trascuratezze, bullismo. In Italia cresce, inoltre, il numero di reati che vedono i minori nel ruolo di vittime: nel 2011 ne sono stati denunciati circa 4.900 contro i poco più di 4.300 del 2010. E nell’80% dei casi, le vittime sono state bambine. Il dato è stato sottolineato nel corso della presentazione, al dipartimento per le Pari opportunità del dossier “InDifesa”. La ricerca ha affrontato il tema a 360 gradi: dagli aborti selettivi alla mortalità infantile, dalle mutilazioni genitali al mancato accesso all’istruzione, dallo sfruttamento del lavoro minorile specie domestico ad abusi e violenze sessuali, dai maltrattamenti in famiglia ai matrimoni combinati con le spose bambine, dalla tratta dei minori alle bambine-soldato. I promotori dell’iniziativa chiedono al governo di farsi portavoce della ratifica della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa contro la violenza sulle donne e la violenza domestica; ai ministri del Lavoro e della Salute di organizzare un sistema nazionale di raccolta dati sul maltrattamento dei bambini; ai ministri degli Esteri e dell’Integrazione che la cooperazione internazionale punti sull’accesso all’istruzione; al parlamento di sviluppare l’intervento del segretariato sociale; ai media di darsi regole nuove e chiare per superare ogni stereotipo che possa risultare assolutamente discriminatorio.

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