La Befana a Paterno (PZ) presso la Casa dei Colori

di Cooperativa Sociale Iskra

Viene viene la Befana, vien dai monti a notte fonda. Come √® stanca! la circonda neve, gelo e tramontana. Viene viene la Befana. Ha le mani al petto in croce, e la neve √® il suo mantello, ed il gelo il suo pannello, ed √® il vento la sua voce. Ha le mani al petto in croce. E si accosta piano piano al Centro Collettivo Casa dei colori di Paterno, a guardare, ad ascoltare, or pi√Ļ presso or pi√Ļ lontano. Piano piano, piano piano. Che c’√® dentro questo Centro Collettivo? Uno stropicc√¨o leggero. Tutto √® cheto, tutto √® nero. Un lumino passa e brilla. Che c’√® dentro Casa dei colori?¬† Guarda e guarda‚Ķ quindici letti con quindici ragazzi a nanna, buoni. Guarda e guarda‚Ķ ci sono quindici calze lunghe e fini. Oh! quindici calze e quindici letti‚Ķ¬† Il lumino brilla e scende, e ne scricchiolan le stanze: il lumino brilla e sale, e ne palpitan le tende. Chi mai entra? Coi doni le operatrici sono entrate, entrano coi loro sorrisi. Il lumino le arde in viso come lampada di chiesa. Coi doni le operatrici sono entrate. La Befana alla finestra sente e vede, e si allontana. Passa con la tramontana, passa per la via maestra: trema ogni uscio, ogni finestra. E che c’√® nella Casa dei colori? Un sospiro lungo e fioco. Qualche lucciola di fuoco brilla ancor nelle stanze. Ma che c’√® nella Casa dei colori? Guarda e guarda‚Ķ quindici strapunti con quindici ragazzi a nanna, buoni…

(Testo liberamente tratto da La Befana di Giovanni Pascoli)

BEFANA CASA DEI COLORI

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