Safer Internet Day 2011

di Francesco Manzolillo

Il 27% dei minori che usa internet si dà appuntamento con qualcuno conosciuto in rete, il 17% ha rapporti intimi con qualcuno contattato online e il 13% invia foto o immagini di sé nudo.
Anche quest’anno i risultati della ricerca su “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” alla vigilia della Giornata dedicata dalla Commissione Europea all’uso sicuro e responsabile delle nuove tecnologie fra i giovani. L’evento di guerrilla theatre “slip volley” promosso da Save the Children e Adiconsum a Roma.
Via i giornalini porno di antica memoria o i consigli dei fratelli più grandi e delle amiche. La rete ormai è il luogo dove scoprono, esprimono, esibiscono, raccontano e anche sperimentano la propria sessualità, con pochi pudori e molta libertà, i pre-adolescenti e gli adolescenti italiani.
Perché – come emerge dalla ricerca di Save the Children “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” realizzata anche quest’anno da Ipsos – il 34% degli intervistati, dunque 1 ragazzo su 3, dichiara di aver ricevuto messaggi con riferimenti al sesso mentre è tra i 14 e i 15 anni che la maggior parte dei nostri adolescenti maschi e femmine – il 54% del campione – diventano “attivi” inviando il loro primo messaggio hard, invio che non imbarazza ma anzi vede in azione anche il 36% degli intervistati fra i 10 e i 14 anni.
Secondo la ricerca poi il 32% di teenager dà il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online, il 27% si dà appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet, il 19% riceve video-immagini di persone conosciute solo in rete seminude/nude, il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web, il 13% invia video/immagini di sé seminudo/nudo. Percentuali che cambiano e salgono con il salire dell’età: per esempio fra i 12 e i 13enni è il 10,5% a darsi appuntamento con una persona incontrata in rete a fronte del 31% fra i 16 e i 17 anni; ha rapporti intimi off line a seguito di una conoscenza online il 6,5% dei nostri pre-adolescenti a fronte del 19% dei 16-17enni. E una quota non banale di ragazzini/e di dodici-tredici anni, il 6,5% del campione, invia video e immagini di sé nudi a fronte del 16% dei 16enni-17enni.
Questi dati dicono in modo eloquente come i ragazzi e le ragazze utilizzino la rete per esprimere e sperimentare a 360° la loro sessualità. Non solo si espongono alla visione di immagini, foto, messaggi a sfondo sessuale ma espongono loro stessi, in prima persona, fino ad arrivare al contatto off line cioè all’incontro intimo vero e proprio con persone conosciute via web”, commenta Valerio Neri Direttore Generale Save the Children Italia.
Non a caso il messaggio di quest’anno del Safer Internet Day (l’8 febbario, ndr), la giornata istituita dalla Commissione Europea per un uso sicuro e responsabile delle nuove tecnologie, si riassume nello slogan è più di un gioco, è la tua vita.
È fondamentale che i ragazzi e le ragazze capiscano che non esistono mondi virtuali perché quello che si fa su Internet o con il cellulare ha un impatto diretto e concreto sulle loro vite, quindi ogni azione deve essere ponderata e valutata nelle sue possibili conseguenze positive o negative perché stiamo tirando in ballo la nostra vita, i nostri sentimenti, la nostra sfera più personale e intima”, spiega Neri.
Ogni contenuto che noi postiamo online, lo rendiamo accessibile a tutti” fa eco Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum. “La vita che i ragazzi giocano in internet è reale. Vogliamo rilanciare, con questa giornata, l’appello a fare attenzione e acquisire maggiore consapevolezza di quelli che sono gli strumenti di tutela che ci sono messi a disposizione”.
Save the Children e Adiconsum sono i referenti italiani per il Programma Safer Internet della Commissione Europea.
Triveneto e Campania sono le regioni in cui più ragazzi dichiarano comportamenti hard e rischiosi, secondo la ricerca di Save the Children. Se infatti per la ricezione di messaggi a contenuto sessuale si impone il Triveneto con il 43% dei ragazzi e ragazze che dichiarano di riceverne, è poi la Campania insieme al Sud Italia ad emergere con rispettivamente il 38% e il 35% dei ragazzi che dichiara di essersi dato appuntamento con qualcuno conosciuto in Internet, il 23% e il 20% che ammette di avere avuto rapporti intimi con persone contattate in rete, il 22% di aver inviato video/immagini di sé seminudo o nudo.
Per quanto riguarda invece l’invio di messaggi a contenuto sessuale e lo scambio di immagini provocanti via internet, si segnalano il Lazio con il 65% di ragazzini e ragazzine che dicono di averlo fatto la prima volta fra 10 e 14 anni e il Nord Ovest (Piemonte, Liguria, Val d’Aosta) con il 59% dei ragazzi e ragazze che ammette di averlo fatto per la prima volta fra i 15 e i 17 anni.
Nel 43% dei casi sono gli amici e i fidanzati i destinatari dei messaggi hard ma per il 12% degli intervistati sono degli sconosciuti.
Quanto poi al perché una ragazza o un ragazza inviano o pubblicano in Internet messaggi, immagini o video di se stessi con riferimenti sessuali o in atteggiamenti provocanti, gli intervistati indicano come motivazione prevalente nei propri coetanei il farsi notare da qualcuno o il sentirsi sexy (rispettivamente danno queste ragioni il 55% e il 43% di intervistati con riferimento alle ragazze, il 52% e il 27% degli intervistati con riferimento ai ragazzi).
Non mancano però anche motivazioni più utilitaristiche: secondo il 29% le ragazze o i ragazzi fanno tutto ciò per ricevere regali/ricompense/ricariche.
L’indagine di Save the Children svela le emozioni e le motivazioni che sono dietro ai comportamenti degli adolescenti e pre-adolescenti in rete”, prosegue Valerio Neri. “Tra le principali ragioni alla base del loro intenso scambio di materiali a sfondo sessuale mettono in testa il divertimento (per il 44% degli intervistati) o riuscire a vincere la propria timidezza (40%) e più in generale la voglia e il bisogno di esibizione e di mostrarsi competenti in materia sessuale”.
Tuttavia la ricerca apre anche ulteriori prospettive: alla domanda se parlano di tutto ciò che fanno, vedono, scambiamo o trovano in Internet, il 46% degli intervistati dice di sì, di parlare di questi argomenti. L’86% lo fa con i propri amici ma anche con adulti di riferimento (genitori, parenti, insegnanti).
Inoltre gli adulti – in particolare i genitori – vengono indicati tra coloro che l’80% dei ragazzi intervistati ha tra i propri contatti sui social network.
Si tratta di indicazioni rilevanti perché ci dicono che c’è uno spazio di dialogo fra genitori e figli e tra i ragazzi e il mondo adulto nel suo complesso”, sottolinea ancora il Direttore Generale Save the Children Italia.
D’altra parte se come dimostra questa ricerca è ormai evidente che la sessualità dei ragazzi si esprime e si esperimenta sempre di più attraverso le nuove tecnologie, il rischio è che ciò avvenga in modo improprio, dove le emozioni sono sempre più sganciate dalla fisicità e dove la sessualità è solo sesso, sperimentato con modalità e tempi inadeguati, agito, ad esempio, in età precoce o con adulti. Quello che dunque va fatto è approfittare dello spazio aperto, favorendo il dialogo fra minori e adulti anche e soprattutto sulla sessualità e sui sentimenti, lavorando sulla vita emotiva dei ragazzi”.

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